Emergenza Covid19

Quando il cambiamento è necessario

Far fronte alle emergenze. Ancora di più.

Flying Angels da sempre fa fronte a situazioni di emergenza, andando a intervenire dove ci sono richieste di aiuto, immediate ed urgenti.
A partire da Marzo 2020, con il diffondersi del Covid 19, il mondo intero cambia, con enorme impatto sia sul contesto generale in cui la Fondazione ha sempre operato che in particolare sulle modalità di intervento e le attività di raccolta fondi.
Tutto cambia, velocemente.
Far volare i bambini rimane la priorità ed in ogni modo possibile viene perseguito l’obiettivo: monitoraggio costante delle linee aeree e delle nuove procedure, attivazione di nuove modalità di interazione con gli stakeholder e gestione dell’emergenza della raccolta fondi.
Alla fine di un anno molto complesso, Flying Angels riesce comunque a salvare 68 bambini, di cui 1 con aeroambulanza e 14 tramite intervento di 2 medici out/equipe.
Con il 2021 comincia un “nuovo inizio”, alla luce di come, indicando sotto, la Fondazione si è adattata al cambiamento.

Voli Aerei

Nella fase iniziale (marzo 2020), lo scoppio della pandemia da Covid-19 ha portato alla cancellazione quasi totale dei voli aerei e la chiusura dei confini, prima da e verso alcuni paesi, fino a raggiungere la chiusura a livello globale.
Per Flying Angels, il primo step è stato quello di identificare referenti che potessero garantire informazioni aggiornate e corrette, individuando come interlocutori le agenzie di viaggio, i canali consolari della Farnesina dei singoli paesi e le compagnie aeree con cui sono stati intensificati i contatti per avere costanti aggiornamenti.

Inizialmente, in fase di emergenza, l’unico modo individuato per garantire i trasferimenti aerei sono stati i voli speciali[1] di rimpatrio, non acquistabili attraverso i canali ‘tradizionali’ e venduti  solo in caso di eventuale disponibilità a poche ore dalla partenza, rendendo difficile poter programmare i viaggi.
La collaborazione con i referenti locali, sul territorio, è stata fondamentale per poter procedere seguendo questa unica e preziosa possibilità, con cui riescono a partire alcuni bambini.
Da ottobre 2020, se pur con frequenza ridotta, molte tratte di  competenza della Fondazione sono tornate attive e con il DPCM del 5 dicembre è stato nuovamente concesso a bambine e bambini provenienti da paesi come Kosovo e Macedonia di raggiungere ospedali sul territorio italiano.

1 Sono voli speciali che le compagnie aeree attivano su richiesta dei governi, per permettere il rientro nel paese di origine ai cittadini che si trovano all’estero e che sono in possesso dei requisiti per il rientro in patria.

Ospedali

Le strutture sanitarie a livello globale stanno ancora pagando il prezzo della pandemia da Covid-19 e ciò ha portato in un primo momento, e ancora oggi nei momenti di picco, a garantire solo gli interventi indeferibili, cancellando interventi non urgenti e non potendo garantire, per quel che concerne l’Italia, le cure per i bimbi provenienti dall’estero a causa di un evidente sovraccarico del sistema sanitario.
Lo stesso si è verificato in tutti i paesi rallentando il tasso di ospedalizzazione generale.
Alcuni degli ospedali privati  sono invece riusciti a mantenere attivi i reparti di cardiochirurgia e ciò ha permesso di continuare a offrire ai bimbi una possibilità di guarigione.

A inizio 2021 quasi tutti gli ospedali hanno riattivato i servizi anche per i bambini stranieri seppur con numeri ridotti per rispettare le regole anti Covid19, come ad esempio il distanziamento dei i posti letto, la limitazione degli interventi per poter mantenere disponibilità di posti in terapia intensiva e la redistribuzione di parte del personale di sala sul fronte dell’emergenza.
Vengono anche attivati protocolli pre ospedalizzazione che prevedono in alcuni casi la quarantena all’arrivo direttamente presso l’ospedale, in altri l’isolamento fiduciario presso strutture esterne.
L’impegno ulteriore della Fondazione è quindi garantire il trasferimento aereo dopo che tutte le procedure previste sono state espletate e dopo aver ricevuto copia del referto del tampone Covid-19.

Ospedali

Le strutture sanitarie a livello globale stanno ancora pagando il prezzo della pandemia da Covid-19 e ciò ha portato in un primo momento, e ancora oggi nei momenti di picco, a garantire solo gli interventi indeferibili, cancellando interventi non urgenti e non potendo garantire, per quel che concerne l’Italia, le cure per i bimbi provenienti dall’estero a causa di un evidente sovraccarico del sistema sanitario.
Lo stesso si è verificato in tutti i paesi rallentando il tasso di ospedalizzazione generale.
Alcuni degli ospedali privati  sono invece riusciti a mantenere attivi i reparti di cardiochirurgia e ciò ha permesso di continuare a offrire ai bimbi una possibilità di guarigione.

A inizio 2021 quasi tutti gli ospedali hanno riattivato i servizi anche per i bambini stranieri seppur con numeri ridotti per rispettare le regole anti Covid19, come ad esempio il distanziamento dei i posti letto, la limitazione degli interventi per poter mantenere disponibilità di posti in terapia intensiva e la redistribuzione di parte del personale di sala sul fronte dell’emergenza.
Vengono anche attivati protocolli pre ospedalizzazione che prevedono in alcuni casi la quarantena all’arrivo direttamente presso l’ospedale, in altri l’isolamento fiduciario presso strutture esterne.
L’impegno ulteriore della Fondazione è quindi garantire il trasferimento aereo dopo che tutte le procedure previste sono state espletate e dopo aver ricevuto copia del referto del tampone Covid-19.

Organizzazioni no profit partner

La quasi totalità delle organizzazioni partner che segnalano i casi dei bambni hanno dovuto interrompere la maggior parte dei progetti internazionali, facendo rientrare il personale che si trovava all’estero e rimandando le partenze di nuovi progetti.
A inizio 2021 le organizzazioni italiane partner non sono ancora ripartite a pieno regime, mentre continua ad essere operativo il fronte estero su estero, come la tratta Uganda-India per i bimbi cardiopatici e quella Africa su Africa verso il Salam Center di Khartoum.
Sono ferme le missioni mediche di breve durata a causa delle procedure sotto descritte.

Procedure covid

I bambini e gli accompagnatori in arrivo in Europa devono sottoporsi a tampone prima della partenza e a 14 giorni di quarantena seguiti da un ulteriore tampone prima di poter essere ricoverati.
Ciò comporta per la Fondazione la necessità di far volare i bambini il prima possibile anche per rispettare le durate dei visti che vanno da 30 a 90 giorni, periodo in cui il bambino dovrà rimanere in isolamento, essere ricoverato e sottoporsi ai trattamenti/interventi necessari con eventuali ripercussioni o possibili cambiamienti sui piani del volo di rientro.
Per i medici delle equipe le procedure prevedono tamponi pre-partenza, 14 giorni di quarantena obbligatoria all’arrivo nel paese extra Schengen e 14 giorni di quarantena al loro rientro nel paese di origine (ove previsto), pertanto al momento non è possibile organizzare nessun viaggio medico di breve durata.

Procedure covid

I bambini e gli accompagnatori in arrivo in Europa devono sottoporsi a tampone prima della partenza e a 14 giorni di quarantena seguiti da un ulteriore tampone prima di poter essere ricoverati.
Ciò comporta per la Fondazione la necessità di far volare i bambini il prima possibile anche per rispettare le durate dei visti che vanno da 30 a 90 giorni, periodo in cui il bambino dovrà rimanere in isolamento, essere ricoverato e sottoporsi ai trattamenti/interventi necessari con eventuali ripercussioni o possibili cambiamienti sui piani del volo di rientro.
Per i medici delle equipe le procedure prevedono tamponi pre-partenza, 14 giorni di quarantena obbligatoria all’arrivo nel paese extra Schengen e 14 giorni di quarantena al loro rientro nel paese di origine (ove previsto), pertanto al momento non è possibile organizzare nessun viaggio medico di breve durata.

Rilascio Visti

Tutta la rete consolare si è trovata ad affrontare una criticità su scala mondiale mai vista prima e questo ha portato a un rallentamento nel rilascio di visti.
In un primo momento abbiamo assistito a chiusure totali dei paesi in entrata e uscita con eccezioni per alcuni casi specifici quali il rientro nel paese di residenza o la necessità di viaggiare per lavoro, ricongiungimenti familiari e urgenze. In molti casi le richieste sanitarie non sono state considerate eleggibili per i viaggi.
Per quanto riguarda l’Italia sono state create liste di paesi con diversi livelli di accesso fino a casi di paesi cui l’ingresso è stato assolutamente proibito.

Con la creazione delle liste di divieto di ingresso è stato necessario aprire un dialogo con l’ufficio Usmaf -Sasn[2], i cui funzionari si sono subito messi a disposizione per collaborare con Flying Angels con lo scopo di garantire l’arrivo dei bambini, nel totale rispetto delle norme vigenti
Solo con il DPCM del 5 dicembre 2020 le liste sono state mitigate rendendo possibile l’ingresso sul territorio anche per motivi sanitari.
Grazie al rafforzamento del canale con la Farnesina e alla circolare MAE01414292012-05-29[3] la Fondazione è riuscita a dare supporto per il rilascio dei visti a tutti i bimbi che hanno chiesto aiuto.

[2] Nel 2012 Flying Angels viene accreditata dalla Farnesina presso tutte le Ambasciate italiane nel Mondo per il valore umanitario dell’iniziativa. Viene riconosciuta una circolare da parte della Farnesina a tutte le Ambasciate italiane nel mondo per ottenere i visti per viaggi sanitari in via semplificata.
[3] Coordinamento tecnico degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera e dei Servizi territoriali di assistenza sanitaria al personale navigante USMAF- SASN

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