La storia di Raiden e Shadia
Pur non conoscendosi, Raiden e Shadia condividono più di quanto possano immaginare: entrambi hanno poco più di un anno e sono nati in Uganda con una cardiopatia congenita che non può essere curata nel loro Paese.
Grazie all’associazione partner Action for Disadvantaged People, che si è subito messa in contatto con Flying Angels, le due famiglie hanno potuto intraprendere un viaggio fondamentale per la salute dei bambini, diretto al Narayana Health Hospital di Bangalore, in India.
Il 15 gennaio Raiden e Shadia sono partiti insieme da Entebbe, accompagnati dalle loro mamme. A causa delle loro condizioni cardiache, entrambi hanno avuto bisogno di ossigeno durante il volo. Nonostante la delicatezza del viaggio, tutto si è svolto senza complicazioni e le mamme hanno potuto sostenersi a vicenda lungo il percorso.
Il 27 gennaio è arrivato il momento dell’intervento. Raiden ha trascorso alcuni giorni in terapia intensiva, migliorando lentamente e sospendendo gradualmente il supporto di ossigeno. Shadia ha avuto bisogno di più tempo per riprendersi: a causa della pressione alta nei polmoni ha ricevuto ventilazione assistita e farmaci inotropi, e una piccola apertura della ferita chirurgica ha richiesto ulteriori cure e monitoraggi.
Settimana dopo settimana, grazie alle cure ricevute, le condizioni di entrambi sono migliorate.
Poi, finalmente, il 19 febbraio, Raiden e Shadia hanno potuto fare ritorno a casa in Uganda, insieme alle loro mamme.
In questo lungo viaggio hanno scoperto che non sono soli: c’è qualcuno con cui condividere le difficoltà and qualcuno che sostiene e dà forza lungo il cammino anche quando la malattia te ne priva.
The departure
The 15 gennaio Raiden e Shadia partono da Entebbe verso il Narayana Health Hospital di Bangalore. A causa della condizione del loro cuore, entrambi hanno bisogno del supporto di ossigeno durante il volo verso l’India.
Surgery
The 27 gennaio Raiden e Shadia vengono operati. Raiden rimane sotto osservazione in terapia intensiva per alcuni giorni, migliorando progressivamente. Shadia necessita di un periodo più lungo di monitoraggio a causa della pressione alta nei polmoni e di una piccola apertura della ferita chirurgica, trattata dai medici.
Back home
Dopo essere stati attentamente monitorati dai medici e non aver mostrato controindicazioni al rientro, il 19 febbraio Raiden e Shadia possono tornare a casa in Uganda insieme alle loro mamme.
Grazie al sostegno dei donatori di Flying Angels, Assima ha potuto continuare il suo percorso di cura. Un aiuto concreto che non è stato solo un biglietto aereo, ma la certezza di non essere soli.
Perché quando la solidarietà viaggia insieme, anche le distanze più grandi possono essere attraversate.

