Bekzod

La storia di Bekzod

A volte le partenze sono programmabili. Altre volte, quando una richiesta arriva, non c’è tempo da perdere. 

Per Bekzod, 15 anni, ogni giorno poteva fare la differenza. Quello che inizialmente sembrava un disturbo lieve si è rivelato qualcosa di molto più serio. Da circa un mese aveva iniziato ad avvertire dolori sempre più forti alla colonna vertebrale e al torace: gli esami hanno evidenziato una lesione alla vertebra T6, associata a una frattura patologica e a una compressione delle strutture nervose.

Le condizioni di Bekzod richiedevano cure altamente specialistiche, non disponibili nel suo Paese, l’Uzbekistan. I medici hanno quindi raccomandato un trasferimento urgente all’estero, presso l’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, per eseguire accertamenti avanzati, una biopsia, procedure di radiologia interventistica e valutare un eventuale intervento chirurgico. L’unico ricovero possibile era il 30 aprile e Bekzod non aveva ancora neanche i visti.

La richiesta di aiuto è arrivata a Flying Angels la sera del 16 aprile. Abbiamo immediatamente richiesto le integrazioni necessarie alla documentazione sanitaria, ricevute già la mattina successiva. Alle 15:55 del 17 aprile il caso era stato sottomesso al nostro Comitato Scientifico e, appena 23 minuti dopo, alle 16:18, era già stato approvato.

Da quel momento è partita una vera corsa contro il tempo.

Abbiamo attivato il Green Channel per accelerare tutte le procedure burocratiche e supportato la famiglia nell’ottenimento dei visti. Il 21 aprile sono stati presentati tutti i documenti in ambasciata e, in tempi record, il visto è stato rilasciato e abbiamo potuto prenotare i voli. Il 28 aprile Bekzod ha preso il suo volo da Samarcanda verso l’Italia per essere ricoverato nel reparto di Chirurgia Vertebrale dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e iniziare il suo percorso di cura.

Il tutto si è svolto così rapidamente che non abbiamo neanche attivato la raccolta fondi sul sito. Fortunatamente, abbiamo a disposizione il Flight Emergency Fund che ci permette di intervenire proprio in questi casi.

Dietro ogni volo ci sono procedure, documenti, autorizzazioni e urgenze da coordinare rapidamente. Ma soprattutto ci sono famiglie che vivono giorni sospesi, in attesa di una possibilità. La possibilità di essere supportati e accompagnati in un momento difficile è, spesso, un’ancora di salvezza in un momento di smarrimento e fragilità.

Dopo il suo rientro a Samarkanda, Bekzod ci ha scritto parole che custodiremo con gratitudine, che parlano di cura nel senso più completo del termine. Non solo medicina ma anche attenzione e presenza. Bekzod racconta così la sua esperienza: “Viaggiare lontano da casa per ricevere cure mediche non è mai semplice, ma la vostra gentilezza e dedizione mi hanno fatto sentire supportato e non solo. Il vostro aiuto è andato ben oltre la logistica: mi ha dato fiducia, forza e speranza per il futuro.”

Le parole di Bekzod raccontano esattamente ciò che Flying Angels cerca di fare ogni giorno: trasformare un volo in una possibilità concreta di cura, ma anche in un sostegno reale per chi sta affrontando uno dei momenti più difficili della propria vita.

Dietro ogni partenza ci sono famiglie lontane da casa, pratiche da accelerare, documenti da ottenere, ospedali da raggiungere in tempo. E ci sono bambini e ragazzi che non possono aspettare.

La nostra missione è collegare i pazienti agli ospedali in grado di curarli, abbattendo distanze geografiche e ostacoli burocratici, accompagnando le famiglie lungo tutto il percorso: dalla gestione urgente del caso all’organizzazione del viaggio, fino all’arrivo nel luogo dove potranno ricevere le cure necessarie. È un lavoro fatto di rapidità, coordinamento e presenza costante. Perché nessuno dovrebbe affrontare da solo un viaggio così delicato quando dalla possibilità di prendere un volo può dipendere il proprio futuro.

Aiutaci a intervenire quando c’è poco tempo, come nel caso di Bekzod

Infografica Bekzod
Bekzod in aeroporto in sedia a rotelle
Bekzod a casa
Bekzod davanti all'Ospedale Rizzoli

The departure

The 28 aprile Bakzod è partito con lo zio da Samarcanda per atterrare a Bologna dove è stato accolto dagli Angeli Custodi dell’aeroporto con la sedia a rotelle per agevolarlo negli spostamenti.

Surgery

Bekzod è stato ricoverato il 29 aprile presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli, dove sono subito iniziati tutti gli accertamenti e le procedure necessarie per valutare al meglio il suo caso.

The 30 aprile ha affrontato gli interventi programmati, tra cui l’embolizzazione e la biopsia TC-guidata, passaggi fondamentali per comprendere con precisione la natura della lesione e definire il percorso terapeutico più adatto.

Back home

The 3 maggio Bekzod è tornato a casa per proseguire il suo percorso di cura in Uzbekistan.

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