Bekzod – il secondo volo

Il secondo volo di Bekzod

A volte basta un solo viaggio per raggiungere le cure di cui un bambino ha bisogno. Altre volte, invece, il percorso terapeutico è più lungo e si compone di diverse fasi, valutazioni mediche e più di un volo.

Per Bekzod, il primo viaggio a Bologna nell’aprile 2026 è stato soltanto l’inizio.

Il ragazzo uzbeko di 16 anni aveva ricevuto una diagnosi di cisti ossea aneurismatica, una patologia seria che aveva già causato una frattura patologica da compressione e il coinvolgimento del canale vertebrale. Durante il suo primo ricovero presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, Bekzod era stato sottoposto a embolizzazione arteriosa selettiva e a una biopsia TC-guidata, che aveva confermato la diagnosi.

Dopo il rientro a casa, le sue condizioni sono state attentamente monitorate. Gli esami di controllo con risonanza magnetica e TC, eseguiti alla fine di maggio, hanno mostrato che, dopo il primo trattamento, la malattia si era complessivamente stabilizzata, ma erano ancora presenti componenti attive residue della lesione. I medici hanno quindi raccomandato un’ulteriore fase di trattamento specialistico a Bologna.

Ancora una volta, raggiungere l’ospedale significava affrontare non soltanto una sfida medica, ma anche un ostacolo molto concreto: percorrere migliaia di chilometri dall’Uzbekistan all’Italia.

La famiglia di Bekzod ci ha, quindi, presentato una nuova richiesta di assistenza e, dopo poco, il caso è stato approvato dal Comitato Scientifico ed è stato possibile stanziare i fondi per il volo grazie al prezioso contributo di Colliers Global Investors Italy SGR, per conto di un FIA di propria gestione, che ha preso a cuore il caso di Bekzod finanziando entrambi i viaggi.
Colliers HEPP

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Bekzod e il suo tutore legale hanno potuto tornare a Bologna e proseguire le cure senza che il costo del viaggio internazionale diventasse un ulteriore ostacolo all’accesso al trattamento.

Questo secondo viaggio ha rappresentato un altro passo importante in un percorso terapeutico che non può essere raccontato semplicemente come la storia di un singolo intervento o di un solo ricovero. È una storia di continuità: di medici che seguono nel tempo l’evoluzione di una condizione complessa, di una famiglia determinata a raggiungere le cure di cui Bekzod ha bisogno e di un sostegno arrivato proprio nel momento in cui la distanza avrebbe potuto trasformarsi in un ostacolo.

Per Bekzod, i biglietti messi a disposizione dalla Flying Angels Foundation hanno significato molto più di un semplice viaggio. Hanno significato poter proseguire un percorso terapeutico già iniziato, tornare dagli specialisti che conoscevano il suo caso e compiere un altro passo verso la guarigione.

Perché a volte un volo non segna né l’inizio né la fine di un viaggio.

A volte rende possibile il successivo passo essenziale.

Bekzod ha voluto scrivere anche una breve nota di ringraziamento di suo pugno per esprimere la propria gratitudine a tutte le persone che lo hanno aiutato a proseguire il suo percorso di cura. Siamo lieti di condividere la sua nota:

“Desidero ringraziare la Flying Angels Foundation per avermi aiutato a tornare a Bologna per proseguire le mie cure. Il vostro sostegno ha reso possibile questo importante viaggio per me e per mio zio.

Sono molto grato a tutte le persone che hanno contribuito a organizzare i nostri voli e che ci hanno sostenuto durante il viaggio. Ringrazio inoltre i medici & gli infermieri che si sono presi cura di me.

Ora, il mio desiderio più grande è recuperare la salute, riprendere liberamente gli studi, trascorrere del tempo con gli amici e guardare al futuro con fiducia.
Grazie mille e i miei migliori auguri.”

La lettera di Bekzod

The departure

The 13 luglio, Bekzod e il suo tutore hanno lasciato Samarcanda diretti in Italia. Due giorni dopo, Bekzod è stato nuovamente ricoverato presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Surgery

The 16 luglio, Bekzod è stato sottoposto alla procedura programmata presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli. I medici hanno constatato che una nuova embolizzazione non era più necessaria e hanno quindi scelto un trattamento diverso. Il midollo osseo è stato prelevato dallo stesso Bekzod, opportunamente trattato e successivamente iniettato, sotto guida radiologica, nell’area interessata della colonna vertebrale. La procedura si è conclusa con successo, senza complicazioni immediate, e la motricità e la sensibilità di Bekzod sono rimaste nella norma.

Dopo l’intervento, Bekzod è rimasto sotto osservazione medica. Il decorso clinico complessivo è stato positivo.

Back home

The 21 luglio, dopo aver completato a Bologna il necessario periodo di osservazione e recupero post-trattamento, Bekzod e il suo tutore sono saliti sul volo di ritorno verso casa.

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