Nel frattempo, Reale Foundation, realtà vicina alla nostra organizzazione, forte della conoscenza della nostra esperienza nella gestione di trasporti sanitari complessi, ci ha contattati per sottoporci il caso del bambino e valutare insieme la possibilità di occuparci del suo volo, scoprendo che eravamo già all’opera. Sì è quindi fatta carico dei costi necessari per la realizzazione del trasporto e, parallelamente, si è attivata per il coinvolgimento dell’Ospedale Infantile Regina Margherita, della Regione Piemonte e dell’ASL4 per organizzare i trasferimenti a terra necessari al viaggio.
Una vacanza diventata un’emergenza.
Era il 3 agosto quando la vacanza della famiglia di Younes si è trasformata improvvisamente in un’emergenza.
Il bambino si trovava nella piscina dell’albergo a Sharm El Sheikh quando è caduto, battendo violentemente la testa. Soccorso immediatamente, è stato rianimato sul posto grazie anche all’intervento di un’infermiera e di un medico italiani presenti tra gli ospiti della struttura e successivamente trasportato in una clinica locale.
Younes ha riportato un edema cerebrale ed è stato ricoverato in terapia intensiva, in coma farmacologico e con ventilazione meccanica. Nei giorni successivi i medici hanno provato a ridurre la sedazione, ma la comparsa di convulsioni ha reso necessario interrompere il tentativo.
Mentre Younes continuava a ricevere cure in Egitto, la sua famiglia cercava una strada per riportarlo in Italia, dove avrebbe potuto proseguire il percorso di cura vicino ai suoi affetti.
Un trasferimento da organizzare con attenzione.
Fin dal primo contatto, Flying Angels ha lavorato alla possibilità di trasferire Younes in sicurezza, valutando le caratteristiche del trasporto necessario per un bambino in condizioni così delicate.
Per un paziente in terapia intensiva, infatti, il rientro non poteva avvenire con un normale volo di linea. Era necessario un trasporto sanitario in aeroambulanza, con personale e apparecchiature adeguate ad assistere Younes durante tutto il viaggio.
Nel frattempo, grazie alla tenacia della famiglia, in Italia si è messa in moto una grande rete di supporto e solidarietà e la notizia ha iniziato a diffondersi. Reale Foundation ha deciso di intervenire e ha lavorato al coinvolgimento dell’Ospedale Infantile Regina Margherita, individuato come struttura di riferimento per il suo rientro e abbiamo iniziato a coordinarci. Anche il Ministero degli Affari Esteri, attraverso l’Ambasciata italiana al Cairo, la sua Cancelleria Consolare e il Consolato onorario a Sharm El Sheikh, ha seguito la situazione della famiglia.
Una volta verificata la possibilità di trasportare Younes in sicurezza, anche grazie agli accertamenti effettuati in Egitto e al confronto tra i medici egiziani e italiani, è stato possibile programmare il trasferimento.
È in questo momento che le competenze e le risorse di realtà diverse si sono incontrate: Flying Angels ha messo a disposizione la propria esperienza nell’organizzazione dei trasporti sanitari aerei, mentre Reale Foundation ha scelto di sostenerne il costo e si è attivata per completare la rete necessaria al rientro.
Una sincronia resa possibile anche da una collaborazione già esistente e che, ancora una volta, dimostra quanto una rete solida possa fare la differenza quando c’è un bambino che ha bisogno di tornare a casa.
Un volo, molte persone al lavoro.
Organizzare un trasporto sanitario internazionale significa molto più che trovare un’aeroambulanza.
Flying Angels ha coordinato ogni aspetto del volo, in relazione alle condizioni cliniche di Younes e alle esigenze dell’équipe sanitaria che lo avrebbe accompagnato.
A bordo, insieme al personale medico dell’aeroambulanza, hanno viaggiato due medici dell’Ospedale Infantile Regina Margherita, che hanno raggiunto Younes partendo da Torino. Il trasferimento dell’équipe verso Milano, da dove è partita l’aeroambulanza, è avvenuto in minivan, poi l’imbarco per arrivare in Egitto.
Flying Angels, oltre a organizzare il volo, ha supportato il vettore nell’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per l’accesso in aeroporto dei mezzi di trasporto e delle ambulanze che hanno accompagnato Younes, i medici e il personale all’aeroambulanza in partenza e li hanno accolti al loro arrivo in Italia. Ad attendere Younes a Torino c’era l’équipe dell’Ospedale Infantile Regina Margherita, pronta a prenderlo in carico.
Ogni dettaglio doveva essere organizzato con precisione, perché a bordo non c’era semplicemente un passeggero: c’era un bambino che aveva bisogno di assistenza sanitaria continua durante tutto il viaggio.
La strada verso casa.
In queste settimane la storia di Younes ha coinvolto moltissime persone.
A Brandizzo e online è nata una grande mobilitazione per aiutare la famiglia a sostenere le spese legate alla lunga permanenza in Egitto e al rientro. La raccolta fondi avviata su GoFundMe ha superato gli 80 mila euro, grazie a oltre 2.500 donazioni.
Una comunità intera si è stretta attorno a Younes e alla sua famiglia. Ma, al di là delle cifre, delle procedure e delle tante persone che hanno lavorato perché fosse possibile, per la sua famiglia c’era soprattutto un desiderio: riportare Younes a casa.
E quel viaggio, oggi, è stato possibile.
Dopo settimane lontano dall’Italia, Younes è arrivato a Torino. Adesso comincia una nuova fase del suo percorso, circondato dai suoi familiari e affidato alle cure dei medici dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.
Per Flying Angels, ogni trasporto racconta una storia diversa. Ma tutte hanno qualcosa in comune: una distanza che, per un bambino malato, può diventare un ostacolo enorme.
Il nostro compito è lavorare perché quella distanza possa essere superata.
Per Younes, questa volta, significava attraversare il Mediterraneo per tornare in Italia.
Per tornare a casa.
Dal 2012, Flying Angels Foundation ha reso possibile la cura di più di 3.300 bambini in oltre 90 Paesi, collaborando con 120 organizzazioni umanitarie e 150 ospedali in tutto il mondo e finanziando oltre 6.500 biglietti aerei, compresi quelli per circa 80 missioni mediche nei Paesi in via di sviluppo. Numeri che non sono solo dati, ma vite cambiate, famiglie che hanno ritrovato la speranza, bambine e bambini che oggi possono guardare al futuro. Tutto questo è possibile grazie al contributo di chi ci sostiene, ciascuno secondo le proprie possibilità. La campagna SalvALI è il momento più importante dell’anno per noi: unisce istituzioni, aeroporti, aziende, altre organizzazioni non profit nostre partner e cittadini intorno a una stessa missione, quella di non lasciare indietro nessun bambino che ha bisogno di volare verso la vita.
Anche quest’anno siamo orgogliosi di sostenere la Flying Angels Foundation e il progetto #salvAli con la volontà di contribuire a offrire una speranza concreta ai bambini gravemente malati costretti a viaggiare all’estero per ricevere cure salvavita. In questi casi la rapidità dei trasferimenti di piccoli pazienti e medici è fondamentale: un volo può davvero fare la differenza, accorciando le distanze e regalando nuove possibilità di guarigione. Invitiamo con convinzione il mondo aeroportuale e i passeggeri a partecipare alla campagna 2025 della Fondazione e a sostenere il Fondo Emergenza Voli. Attraverso i propri canali di comunicazione, l’Enac promuove questa iniziativa di solidarietà: anche un piccolo contributo può aiutare a far partire nuovi voli della speranza, dimostrando come la solidarietà possa davvero volare alto.




















