A meno di un anno di vita, Rapheal si è trovato ad affrontare una sfida più grande di lui: una grave malformazione congenita al cuore che, in Uganda, non poteva essere curata. Per offrirgli una possibilità , l’associazione ugandese Action for Disadvantaged People ha chiesto il nostro supporto.
In poche settimane è stato organizzato il viaggio che avrebbe portato Rapheal e la sua mamma in India, a Bangalore, dove un’équipe medica specializzata era pronta ad accoglierli.
Il loro arrivo è avvenuto senza difficoltà ma il percorso di cura si è rivelato più lungo e complesso del previsto. Dopo l’intervento chirurgico, Rapheal ha trascorso molte settimane in terapia Intensiva, costantemente monitorato e supportato dall’ossigenoterapia. Le sue condizioni hanno richiesto tempi di recupero più lunghi, rendendo necessario il rinvio del rientro inizialmente previsto per la fine di marzo.
Solo alla fine di aprile sono arrivati i segnali più attesi: le condizioni di Rapheal hanno iniziato a migliorare in modo stabile. Dopo ulteriori giorni di osservazione e controlli, Rapheal e la sua mamma hanno finalmente potuto intraprendere il viaggio verso casa.
A inizio maggio sono rientrati in Uganda, portando con sé il risultato più importante: una nuova possibilità di futuro. Perché, quando le cure sono lontane, un volo può fare la differenza tra l’attesa e la speranza.
The departure
The 30 marzo Omar e la sua mamma sono partiti da Astana alla volta della Svizzera, grazie al volo finanziato da Flying Angels. Un appuntamento non rinviabile: l’intervento programmato rappresentava una fase critica e salvavita del suo percorso di cura.
Surgery
The 31 marzo Omar e la mamma hanno incontrato il medico curante per il consulto. Il 2 aprile l’intervento chirurgico è stato eseguito senza complicazioni. Nei giorni successivi Omar è stato monitorato quotidianamente in ospedale, con controlli della pressione sanguigna e valutazioni su possibili emorragie oculari. Il decorso post-operatorio è andato bene.
Back home
The 10 aprile Omar e la sua mamma sono rientrati ad Astana senza problemi. Nei prossimi mesi, Omar tornerà a fare una valutazione dell’occhio e del tumore, per continuare a monitorare il suo percorso di cura.
