Un altro volo verso la cura: in Giordania, 10 bambini salvati anche grazie a Flying Angels
Nei giorni scorsi si è conclusa ad Amman, in Giordania, una nuova missione di cardiochirurgia pediatrica dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova in collaborazione con Gift of Life.
In un contesto segnato da guerra e instabilità, il team medico ha operato con successo 10 bambini e ragazzi, tra i 2 mesi e i 15 anni, affetti da gravi cardiopatie congenite.
Provenivano da Gaza, dalla Cisgiordania, dalla Siria e dai campi profughi giordani: luoghi in cui, troppo spesso, la possibilità di cura resta irraggiungibile.
I voli della missione sono stati finanziati grazie all’iniziativa “Dona miglia” che si è svolta durante il Charity Dinner del 31 marzo scorso a Milano.
Grazie alla generosità dei partecipanti è stato possibile finanziare i biglietti aerei per i medici e restituire il futuro a 10 bambini in una terra dove c’è davvero tanto bisogno di speranza.
Dieci vite salvate. Dieci futuri restituiti. Ma non solo. Grazie ai fondi raccolti durante il Charity Dinner, almeno altri 20 bambini potranno avvicinarsi, con un volo, alle cure di cui hanno bisogno.
Volare, anche quando tutto si ferma
Questa missione – la quinta del programma ad Amman – si è svolta in condizioni estremamente complesse.
Per giorni, il lavoro dei medici è stato accompagnato dagli allarmi antiaerei e antimissili, attivi decine di volte al giorno. L’instabilità geopolitica ha reso difficile anche il reclutamento dei pazienti e la gestione della sicurezza del team.
Eppure, in soli cinque giorni, sono stati eseguiti 10 interventi salvavita su patologie cardiache complesse, come la tetralogia di Fallot e la coartazione aortica.
Il risultato è straordinario: il 100% dei pazienti è sopravvissuto, tutti sono stati dimessi dalla terapia intensiva e alcuni hanno già potuto fare ritorno a casa.
Anche in questo scenario, è stato possibile arrivare. Anche grazie a chi ha scelto di esserci.
Flying Angels Foundation ha contribuito a rendere possibile questa missione organizzando e finanziando parte dei voli necessari allo spostamento dei medici. Un supporto silenzioso ma essenziale, che trasforma la distanza in possibilità.
Un impegno che continua nel tempo
In contesti come questi, la cura non è mai solo un atto medico.
È anche – e prima di tutto – una questione di accesso.
In tanti Paesi del mondo non ci sono le competenze, gli ospedali o gli strumenti necessari a trattare patologie complesse. Che sia per condizioni geopolitiche preesistenti o contingenti.
È qui che entra in gioco Flying Angels Foundation.
Flying Angels è al fianco di questo programma già da tempo, sostenendo diverse missioni sanitarie internazionali che portano cure specialistiche pediatriche dove non sono accessibili. Un impegno che si inserisce in una visione più ampia: abbattere le distanze geografiche per dare a ogni bambino la possibilità di essere curato, ovunque si trovi.
Quella appena conclusa non è un’azione isolata. Negli anni, grazie anche al sostegno di donatori e aziende, abbiamo contribuito a finanziare numerosi voli legati a questo progetto, rendendo possibile il lavoro delle équipe mediche sul campo.
Un ponte tra emergenza e futuro
Oltre agli interventi chirurgici, la missione ha posto le basi per un programma strutturato di evacuazione sanitaria: un corridoio di cura che potrà permettere a sempre più bambini provenienti da Gaza e da altri contesti fragili di raggiungere ospedali in grado di salvarli.
È un lavoro complesso, fatto di alleanze internazionali, coordinamento e visione.
Ma è anche, profondamente, un lavoro di fiducia. Quella dei medici che partono, dei bambini che aspettano, ma soprattutto quella di chi, ogni giorno, sceglie di sostenerci.
È grazie a questa fiducia che possiamo continuare a trasformare la distanza in possibilità.
E a far volare, ancora, la speranza.




















