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Prendere un aereo è un’esperienza ormai comune, così come i disagi a volte legati a lunghi viaggi: un volo in ritardo, una data difficile da prenotare, scali lunghi e scomodi. Un’esperienza che cambia completamente prospettiva se si pensa che per alcuni bambini un volo può fare la differenza tra vivere e morire.

Sembra incredibile che un biglietto aereo possa salvare una vita, eppure ci sono bambini che, per ricevere le cure necessarie, devono fare viaggi molto lunghi non essendo disponibili in loco le strutture ed il personale medico necessari a curarli: un volo è la loro unica possibilità ma molte famiglie non possono permettersi il costo del biglietto.

Maggiore è il tempo di attesa, maggiore è il rischio di non farcela.

Flying Angels Foundation nasce per garantire il trasferimento aereo a tutte le bambine e i bambini gravemente malati che hanno urgenza di raggiungere un ospedale lontano dove ricevere le cure salvavita.

La fondazione interviene nelle urgenze sanitarie, con tempestività, supportata da un comitato scientifico e in collaborazione con organizzazioni locali, con lo scopo unico e ultimo di far arrivare i bambini in ospedale, velocemente. Per la vita di un bambino, questo fa la differenza.

Insieme possiamo salvare una vita, con una donazione che si traduce in un atto concreto, immediato.

Dona un volo,salva un bambino.

La storia di Ines.

Ines è una neonata di soli 3 mesi. È nata in Tunisia con una cardiopatia congenita. L’unica speranza per la bimba è un delicato e complesso intervento chirurgico, impossibile in Tunisia per mancanza di tecnologie e attrezzature adeguate a un tale intervento. Deve volare all’estero, verso un ospedale dove ricevere le cure necessarie. La piccola è intubata e non può volare su un aereo di linea, serve un’ aeroambulanza. C’è un ospedale pronto ad accoglierla e l’operativo voli di Flying Angels Foundation si attiva per permettere alla piccola di essere trasportata su un aereo attrezzato e assistita durante tutto il viaggio dal personale medico. È una corsa contro il tempo, per la piccola ogni ora può fare la differenza. Le procedure sono complesse e anche l’impegno economico: il costo per l’aeroambulanza è di 17.200€. Il 12 febbraio alle 8,30 l’aeroambulanza decolla. A bordo, oltre a Ines e alla sua mamma, c’è il personale medico, pronto a dare alla bimba tutta l’assistenza necessaria per garantirle un volo sicuro anche in caso di peggioramento della situazione clinica. Ines è stata operata pochi giorni dopo il suo arrivo. L’operazione è andata a buon fine e anche il decorso post operatorio. La piccola è ripartita, questa volta su un volo di linea, l’11 aprile.

Il volo di Daniel

Questa è la storia di Daniel, che grazie al vostro aiuto ce l’ha fatta.

Daniel è nato il 14 settembre 2016 in Nigeria, in un villaggio poco distante da Port Harcourt, un centro abitato molto vasto che si trova a ridosso del delta del fiume Niger. Era un mercoledì caldo il giorno della sua nascita e fin da subito è stato chiaro per i genitori che il piccolo non era sano. Difficoltà respiratorie, inappetenza – che ne ha fortemente ritardato la crescita – e stanchezza quotidiana.

La prima difficolta per Daniel e la sua famiglia è stata la possibilità di diagnosticare tempestivamente la sua malattia. E’ stato necessario aspettare 8 mesi e l’arrivo di un’equipe chirurgica italiana in missione  per dare nome alla malattia di Daniel: cardiopatia congenita dalla nascita. Una diagnosi difficile da accettare per qualsiasi genitore, ancora più se vicino a casa non ci sono ospedali dove eseguire visite, screening e nemmeno specialisti in grado di intervenire.

La malattia di Daniel tuttavia non è incurabile, in Europa ci sono ottime speranza di guarigione, però c’è bisogno di un viaggio lungo, da compiere nel minor tempo possibile e senza causare ulteriori stress al fisico già debole di Daniel. 

Si attiva una staffetta di aiuti e solidarietà che porta Daniel e la sua mamma a salire, il 27 Febbraio 2018, sul loro primo -e probabilmente più importante- viaggio aereo. Al loro arrivo c’è l’ambulanza ad aspettarli per controllare i parametri vitali e raggiungere il più in fretta possibile l’ospedale.

Daniel è stato operato il 7 marzo. Dopo un intervento di 5 ore ed alcuni giorni in terapia intensiva, il piccolo ha iniziato a recuperare, a mangiare e a crescere.

Dopo appena un mese, Daniel ha potuto risalire su un aereo, questa volta per tornare a casa, guarito.

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